Una si appoggia alla parete di casa, l’altra sta in piedi da sola. Cambiano gli ancoraggi, i permessi e le distanze dal vicino, e a Torino conta anche la neve.
La pergola addossata si fissa alla parete di casa da un lato e si regge su due montanti dall’altro. Serve una parete solida, capace di reggere gli ancoraggi, ed è la scelta più naturale per il terrazzo o per il giardino a ridosso della casa.
La pergola autoportante si regge di solito su quattro montanti, ognuno ancorato al suolo, e si mette dove si vuole, anche in mezzo al giardino o a bordo piscina. Ha bisogno di un piano d’appoggio adatto agli ancoraggi, come un massetto o dei plinti.
La legge del 2024 mette in edilizia libera le tende a pergola, anche bioclimatiche, “addossate o annesse” alla casa, purché non chiudano uno spazio in modo stabile. Per una pergola addossata il testo calza.
Per una pergola autoportante staccata dalla casa la questione è aperta. C’è chi legge “annessa” come “di pertinenza della casa”, e quindi la comprende, ma nessun giudice l’ha ancora detto in modo chiaro. Prima di ordinarla conviene sentire il tecnico e l’ufficio del tuo comune. Tutte le condizioni sono nella guida ai permessi.
Il codice civile, all’articolo 873, chiede 3 metri fra le costruzioni, e il regolamento del comune può chiederne di più. Per i giudici è una costruzione qualunque manufatto solido e ancorato al suolo, anche senza pareti (Cassazione, sentenza 24527 del 2022). Una pergotenda è stata fatta demolire proprio per la distanza dal confine (Corte d’appello di Roma, sentenza 7166 del 2023). In altri casi una tenda leggera, senza ancoraggi fissi, non è stata considerata una costruzione.
Sul terrazzo c’è anche la finestra del vicino. L’articolo 907 chiede 3 metri dalle vedute, e la Cassazione (ordinanza 7622 del 2024) ha applicato la regola a una tenda con struttura fissa che toglieva la vista dal balcone del piano di sopra. Si decide caso per caso, e una misura presa prima evita una causa dopo.
Le norme tecniche per le costruzioni del 2018 mettono la provincia di Torino in zona I Alpina, con un carico di neve al suolo di almeno 1,5 kN al metro quadro, cioè circa 150 chili, che cresce salendo di quota.
Molti produttori di pergole bioclimatiche dichiarano un carico di neve con le lame chiuse più basso di questo, e nel manuale chiedono di aprire le lame quando nevica, così la neve cade a terra. Per il vento conta la classe dichiarata, e il sensore che chiude o apre la pergola da solo.
Le classi di vento delle tende e dei tendoni vanno da 0 a 6 secondo la norma UNI EN 13561. Alcuni produttori usano un’altra norma, e le classi non si confrontano fra loro, quindi conviene chiedere sempre quale norma è scritta nella dichiarazione.
Se c’è una parete solida dove appoggiarla, l’addossata usa meno montanti e la regola sui permessi la nomina in modo chiaro. L’autoportante si mette dove si vuole, ma serve un piano adatto agli ancoraggi e per i permessi va sentito il tecnico.
La legge del 2024 parla di opere addossate o annesse alla casa, e non c’è ancora una sentenza che dica se una pergola staccata ci rientra. Va guardata con il tecnico e con il regolamento del tuo comune.
Il codice civile chiede 3 metri fra costruzioni e il comune può chiederne di più. Se la pergola è ancorata al suolo i giudici possono considerarla una costruzione, quindi la distanza va misurata prima.
Dipende dal modello. A Torino il carico di neve al suolo è di almeno 150 chili al metro quadro, e molti produttori chiedono di aprire le lame quando nevica. Il valore va letto nella scheda del modello che scegli.
Sì, avvisando prima l’amministratore, rispettando il decoro della facciata e le distanze dalle finestre dei vicini.
Questa pagina riassume norme e sentenze come risultano il 19 ottobre 2026 e non sostituisce il parere di un tecnico.
Nel configuratore scegli addossata o autoportante, colore e chiusure, e la guardi in 3D. Tutti i modelli sono nella pagina delle pergole bioclimatiche a Torino.
Mandaci due foto dello spazio, le misure e quanto dista dal confine. Ti diciamo se conviene addossata o autoportante e cosa chiedere al tecnico.