La facciata ventilata è già un intervento che si fa per isolare e proteggere la muratura. Se i pannelli sono fotovoltaici, lo stesso cantiere porta a casa anche un impianto.
L’aria che circola dietro i pannelli li raffredda, e una cella più fredda produce meglio. Il vantaggio è costruttivo, non commerciale.
È l’intervento tipico della riqualificazione: si riveste quello che c’è senza demolire, e l’edificio cambia classe e aspetto.
Il pacchetto lavora sul caldo, sul freddo e sul rumore. La produzione elettrica è il pezzo in più, non l’unica ragione.
Su questa linea il produttore non pubblica valori di potenza standard, perché il pannello si dimensiona sul progetto. Lo diciamo com’è: i numeri arrivano in fase di quotazione, non prima.
È l’unica linea della gamma senza numeri pubblicati: quando serve un dato certo da mettere in offerta, lo chiediamo al produttore sul caso specifico.

Superfici grandi, consumi diurni alti: il profilo in cui la produzione coincide con il momento in cui l’edificio consuma.
Volumi tecnici e strutture di servizio, dove conta la durata del rivestimento più dell’estetica.
Muri di edifici residenziali e commerciali già costruiti: il cappotto che invece di essere un costo diventa anche una fonte.
L’intercapedine ventilata raffredda le celle, e una cella più fredda produce meglio. È un vantaggio costruttivo, non un argomento di vendita: viene dal modo in cui la facciata è fatta.

Serve capire cosa c’è sotto: tipo di muratura, planarità, stato del supporto e vincoli sull’aggetto.
Metri quadri per ogni fronte e relativo orientamento, perché la resa cambia moltissimo da facciata a facciata.
Si quota sul progetto e, dove serve un numero di produzione da mettere per iscritto, lo facciamo confermare a monte.
Mandaci stato della muratura, superfici e orientamenti: torniamo con la soluzione e la quotazione.
La facciata ventilata fotovoltaica si quota sempre su progetto: dipende dallo stato del supporto, dalle superfici e dagli orientamenti.