Parapetti, pavimenti, facciate, coppi e recinzioni in vetro che generano corrente. Non un impianto aggiunto sopra l’edificio: l’edificio stesso che lavora.
Quanto rende un metro quadro di vetro fotovoltaico opaco. Più lo si vuole trasparente, meno produce: la trasparenza si sceglie in progetto, dal pieno all’80 per cento.
Garanzia di prodotto trentennale, con la resa garantita all’87 per cento a fine periodo. Il tempo di rientro energetico è fra 0,8 e 2 anni.
Centri storici, immobili vincolati, condomini che bocciano i moduli sul tetto: qui il fotovoltaico è il parapetto, il coppo o la pavimentazione, e non si vede.
Sotto c’è sempre lo stesso vetro stratificato con le celle integrate. Cambia il telaio, e con quello cambia il mestiere: ringhiera, pavimento, facciata, copertura, recinzione.

La ringhiera del balcone diventa il generatore di casa. Cinque gradi di trasparenza, profili in quattro finiture, fino a 386 Wp a modulo.
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Piastrelle in vetro temprato antiscivolo, calpestabili e carrabili: terrazzi, vialetti e piazzali che reggono fino a 3.500 kg.
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Il tetto del centro storico che produce senza sembrarlo. Tre colori di cotto, sette zone attive al metro quadro, dove i moduli sono vietati.
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L’involucro vetrato degli edifici direzionali che alimenta ascensori, clima e luci. Cinque strati, formato 2300 per 1050 mm.
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Isola, ventila e produce insieme: l’intercapedine raffredda le celle e le fa rendere di più. Anche su murature esistenti da riqualificare.
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Il perimetro di un capannone o di un’area logistica è centinaia di metri già recintati: qui diventano superficie che alimenta l’autoconsumo.
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Qui i moduli sono bifacciali e prendono anche la luce riflessa da terra: 30 per cento di resa in più. Una pergola 5 per 5 fa 4,8 kWp.
ScopriLe celle stanno dentro il vetro stratificato, fra due lastre temprate. Da fuori resta un vetro: si sceglie quanto deve essere trasparente, e la resa scende man mano che la luce passa.
Dati riferiti al modulo standard da 2300 per 1050 mm. Coppi, pavimento e pergola hanno numeri propri, che trovi nelle rispettive schede.

Trasparenza al 40 per cento: il terrazzo si vede attenuato e il vetro produce 201 Wp a modulo. Le cinque gradazioni a confronto stanno nella scheda del parapetto.
Un edificio è fatto di metri quadri esposti al sole che oggi servono solo a separare il dentro dal fuori. Il fotovoltaico integrato non aggiunge un impianto: cambia mestiere a quello che c’è già.
Il tetto è comune e l’assemblea dice no. Il parapetto del suo balcone invece è suo: si sostituisce la ringhiera e l’impianto è fatto, senza toccare le parti comuni.
Centro storico, borgo, immobile tutelato. I coppi fotovoltaici hanno la forma e i tre colori del cotto: la copertura resta quella che la Soprintendenza vuole vedere.
Il tetto industriale spesso non regge altro peso o è già pieno. Restano il perimetro recintato e il piazzale: due superfici enormi, già lì, che possono lavorare.
Nessun listino a scaffale e nessun magazzino: ogni fornitura si dimensiona sulle superfici reali e si quota caso per caso.
Tu porti l’elemento edilizio, che è il tuo mestiere. Inverter, allacci e pratiche restano all’impianto: ti diciamo noi dove finisce la fornitura.
Sul primo progetto si costruisce insieme la quotazione, con i numeri di resa da mettere nero su bianco al cliente.
Serramentista, installatore o impresa: una telefonata per capire su quale dei tuoi lavori in corso questa gamma entrerebbe subito.
Vai al nostro e-commerceTutta la gamma si quota su progetto: mandaci superficie, esposizione e vincoli, e torniamo con i numeri.