Nei centri storici e sugli immobili vincolati il fotovoltaico tradizionale non si può mettere: si vede. Il coppo fotovoltaico ha la forma e il colore della tegola di sempre, e la copertura resta quella che il vincolo vuole vedere.
Borghi, centri storici, immobili tutelati. È un mercato che oggi nessuno serve, perché l’unica risposta possibile era rinunciare.
Da terra la falda resta una normale copertura in cotto. La parte attiva si distingue al massimo per un riflesso appena più lucido.
Si posa come si posa un coppo: non serve rinforzare la falda né aggiungere strutture di supporto sopra il tetto.
Qui la potenza non si conta a modulo ma a zona: ogni coppo ne contiene due, e su un metro quadro di falda ce ne stanno circa sette.
La potenza complessiva dipende da quanta falda si copre con la parte attiva: si dimensiona sul progetto e sull’esposizione della copertura.

Il colore della tegola nuova: si usa dove la copertura viene rifatta per intero e il tono è ancora vivo.
Il cotto sbiancato dal tempo e dal sole, tipico delle coperture del sud e delle falde molto esposte.
Il cotto invecchiato e ingrigito dai licheni: la scelta per inserirsi in una falda storica senza fare una macchia nuova.
Nei borghi e nei centri storici il fotovoltaico non si mette perché si vede. Il coppo che produce ha la forma e il colore del cotto di sempre: da terra la falda resta la falda che il vincolo vuole vedere.

Prima di tutto serve capire cosa prescrive la tutela su quell’immobile: forma, colore e materiale della copertura.
Metri quadri di falda, orientamento, pendenza e il tono di cotto da accostare a quello esistente.
Si quota sulla superficie attiva effettiva, con la produzione stimata da portare al cliente e in pratica edilizia.
Mandaci foto della falda, metri quadri ed esposizione: torniamo con il colore giusto e la quotazione.
I coppi fotovoltaici si quotano sempre su progetto: dipende dalla superficie attiva, dal colore e dallo stato della copertura.