Il parapetto del balcone è una superficie verticale esposta al sole che oggi non fa niente. Sostituito con il vetro fotovoltaico, diventa l’impianto di quell’appartamento, senza toccare il tetto e senza chiedere niente al condominio.
Sul tetto condominiale serve l’assemblea, e spesso arriva il no. Il parapetto è parte dell’unità immobiliare: si sostituisce come si sostituirebbe una ringhiera.
Non si aggiunge niente alla facciata e non si perde un centimetro di terrazzo. Al posto della vecchia ringhiera c’è un vetro, e l’estetica migliora invece di peggiorare.
Il film sottile lavora con la luce diffusa delle giornate coperte e con quella riflessa da altri edifici o dall’acqua. Anche un balcone non perfettamente esposto rende.
È la scelta che governa tutto il progetto: più il vetro resta trasparente, meno produce. Si decide guardando il balcone, non il catalogo.
Valori del modulo standard 2300 per 1050 mm. In copertura piena il rendimento arriva a 160 W per metro quadro.





Il vetro resta vetro e la vista non si perde. È la versione per i balconi che affacciano su qualcosa di bello, o dove il regolamento chiede la trasparenza.
Stessa trasparenza, con il vetro in tinta. Serve quando il parapetto deve dialogare con la facciata invece di sparire.
Opaco, in una gamma cromatica ampia. Rende il massimo e dà privacy: la scelta dei piani bassi e dei balconi affacciati sulla strada.
Alluminio anodizzato, verniciato o laccato. Le quattro finiture spazzolate sono quelle a listino; fuori standard si quota a campione.
È l’unica domanda da fare al cliente davanti al balcone. Più vetro trasparente vuole, meno corrente porta a casa: dal pieno che rende 386 Wp all’80 per cento che ne rende 67 e lascia la vista libera.

Il caso più frequente: si smonta la ringhiera e si posa il parapetto in vetro. Il cantiere è quello di una ringhiera, non quello di un impianto.
Previsto in progetto, entra nel computo dell’involucro e contribuisce ai requisiti energetici dell’edificio invece di essere un costo estetico.
Quando si rifanno i balconi di una palazzina intera, la superficie diventa importante e i conti iniziano a tornare davvero.
Servono lunghezza del parapetto, altezza, orientamento e ombre portate. Da lì si stima la produzione annua da mettere in offerta.
Si sceglie il grado di trasparenza e il colore del profilo. È qui che si decide il compromesso fra vista e resa.
Non c’è un prezzo a scaffale: si quota sulla superficie reale. Ti diamo anche il punto esatto dove finisce la nostra fornitura e comincia l’impianto elettrico.
Mandaci misure ed esposizione: torniamo con la produzione stimata e la quotazione, pronte da girare al tuo cliente.
Il parapetto fotovoltaico si quota sempre su progetto: non ha un prezzo a listino perché dipende da superficie, trasparenza e finitura.